Le candele a stoppino apparvero nel primo Medioevo e venivano utilizzate anche per misurare il trascorrere del tempo negli affari giudiziari. Le candele prodotte con grasso animale, più economiche di quelle di cera d’api, erano più diffuse e venivano anche preparate in casa. Gli artigiani trascorrevano intere giornate chini sui crogioli di cera, immergendo gli stoppini di cotone.
Il grasso dei capodogli non emetteva cattivi odori e produceva una fiamma brillante e per questo venne utilizzato su larga scala nel Diciannovesimo secolo. I balenieri rischiavano la vita - come racconta il recente film di Ron Howard "Le origini di Moby Dick" - per il prezioso olio che veniva quotato nelle principali Borse merci.
Chevreul e Gay-Lussac gettano le fondamenta dell'industria stearica e nel 1825 presentarono un brevetto per “preparare per l'illuminazione gli acidi grassi solidi o liquidi che si ottengono saponificando con potassa o con qualunque altro mezzo i seghi, i burri e gli olii...”. De Milly e Motard, nella fabbrica de l'Étoile a Parigi, inventarono il processo di saponificazione calcare e, nel 1846, Newton realizzò la prima macchina per candele.
Maggiori informazioni su: http://www.assocandele.it/candles-news/storia-della-candela.kl
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venerdì 12 gennaio 2018
sabato 25 novembre 2017
Di bocca in bocca: le narrazioni.
L'utilizzo della cera ha origini risalenti a prima della nascita di Cristo. Furono i Romani che intorno al 500 a.C. cominciarono a lavorare la cera (sego e cera d'api per la precisione) ottenendo così per la prima volta nella storia umana la cera artificiale.
Artificiale non perchè fosse ottenuta artificialmente, con il solito meccanismo che sfocia nella solita definizione di "finto", d'altronde cosa c'è di più naturale della cera d'api? No, artificiale perchè è stato proprio allora che l'uomo(come già aveva fatto in passato artificializzando altri elementi naturali nei processi di ottenimento di un artefatto o derivato) che ha artificializzato la cera naturale per poter ottenere un artefatto artificiale: è qui che si sente parlare per la prima volta di "candela".
Nel corso della storia, l'uomo si è adoperato nell'utilizzo della cera in vari campi, anche se quello delle candele, che poi è il più antico e longevo di tutti, è stato sempre il punto chiave, di svolta, dell'utilizzo della cera.
Uno dei primi usi della cera artificiale vera e propria (ottenute da resine e gomme) risale all'antichità e risiede in quella categoria che oggi definiremmo tecniche artistiche. Questa tecnica viene chiamata "Encausto". Plinio ne descrive vari metodi caratterizzati dall'unione, tramite fusione, del colore con cere, oli, gomme e altri elastomeri. Questa tecnica era molto adoperata per la pittura su muro, affreschi su intonachi appositamente preparati, su terracotte, legno e ceramiche
Artificiale non perchè fosse ottenuta artificialmente, con il solito meccanismo che sfocia nella solita definizione di "finto", d'altronde cosa c'è di più naturale della cera d'api? No, artificiale perchè è stato proprio allora che l'uomo(come già aveva fatto in passato artificializzando altri elementi naturali nei processi di ottenimento di un artefatto o derivato) che ha artificializzato la cera naturale per poter ottenere un artefatto artificiale: è qui che si sente parlare per la prima volta di "candela".
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| Lucernari romani antenati delle candele (di cui non sono stati rinvenuti reperti) |
Nel corso della storia, l'uomo si è adoperato nell'utilizzo della cera in vari campi, anche se quello delle candele, che poi è il più antico e longevo di tutti, è stato sempre il punto chiave, di svolta, dell'utilizzo della cera.
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| Candele di cera d'api risalenti al VI/VII secolo d.C. |
e,in uso a Bisanzio fino al decimo secolo, poi fu abbandonata. Nei secoli a seguire furono portati avanti vari tentativi di ripresa della tecnica decorativa.
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| Affresco bizantino ottenuto con la tecnica dell'encausto |
Per ulteriori approfondimenti sull'argomento si rimanda al seguente sito dell'enciclopedia treccani e ai vari interlink riguardanti la cera: www.treccani.it/enciclopedia/encausto/
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