Visualizzazione post con etichetta Myth. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Myth. Mostra tutti i post

venerdì 12 gennaio 2018

Metafore di Cera

In questo post si vogliono prendere in esame le metafore per eccellenza che riguardano la cera: i modi di dire.

Aver la cera negli orecchi
• Fig.: essere sordi, come se si avesse della cera nelle orecchie che ostruisce il canale auditivo. Usato principalmente nel senso lato di rifiutarsi di ascoltare, di non voler intendere o far finta di non capire.
Racconta Omero nell'Odissea (12,177) che Ulisse impose ai suoi marinai di tapparsi le orecchie con la cera, per evitare che il canto ammaliatore delle Sirene li inducesse a seguirlo portando la nave a fracassarsi sugli scogli. L'espressione si trova però in vari autori, come Orazio, Ammiano Marcellino, Sant'Ambrogio e altri, mentre in un salmo biblico si trova un serpente che resiste agli incantamenti perché ha le orecchie otturate.

 

Avere una brutta cera
• Avere il volto sciupato, dall'aspetto malsano, malaticcio; in particolare dal colorito pallido, grigiastro.
La parola cera deriva dal greco kára, cioè “faccia, testa”, da cui il francese antico chiere, “viso”.



Far buona cera
• Fare bella accoglienza.
La cera è qui l'espressione del volto.




sabato 25 novembre 2017

La cera nella letteratura: Il mito di Dedalo e Icaro

Ecco il noto mito di Dedalo e Icaro, padre protettivo e figlio arrogante che trovano nella cera qualcosa in più rispetto alla sua solita funzione:

"Dedalo, era nato ad Atene ed era pronipote di Eretteo, re della città. Si dedicò alla scultura e all'architettura, era abilissimo in ciò che faceva; si narra che le sue statue sembravano vive a tal punto da raccontare che esse aprivano gli occhi e si muovevano. A Dedalo sono attribuite le invenzioni dell'ascia, la sega, il trapano, il passo della vite, l'archipenzolo. E' stato maestro di suo nipote Talo, figlio di una sua sorella, che uccise per gelosia quando Talo superò il maestro nella sua arte. L'Areopago, il tribunale, lo condannò all'esilio perpetuo; Dedalo si rufugiò a Creta dove fu accolto benevolmente dal re Minosse che gli commissionò il Labirinto per rinchiudere il Minotauro. A Dedalo, si rivolse Arianna, la figlia di Minosse, per sapere come aiutare Teseo a uccidere il Minotauro e uscire dal Labirinto, e come sappiamo il consiglio del filo riuscì a far trinofare Teseo nell'impresa. Quando Minosse venne a sapere che ad aiutare sua figlia e Teseo fu Dedalo, e non potendo prendersela con la figlia fuggita insieme all'eroe, pensò di punire Dedalo, rinchiudendolo insieme al figlio, Icaro, nel Labirinto, che egli stesso aveva progettato. L'unico modo per uscire dal Labirinto era evadere volando; ingegnoso come era, Dedalo costruì due paia di ali, uno per sè e l'altro per il figlio. Si raccomandò con Icaro di restargli sempre dietro durante il volo, di non strafare e soprattutto di stare attento a non avvicinarsi troppo ai raggi del sole perchè, le ali, attaccate alle spalle con della cera, potevano staccarsi in quanto il calore avrebbe sciolto la cera. Come non detto, Icaro durante il volo, provando piacere si allontanò dal padre e raggiunse i raggi del sole che sciolsero la cera e lo fecero precipitare nel mare, dove morì. Dedalo triste e desolato, atterrò in Campania a Cuma, dove costruì un tempio al dio Apollo, consegnando le ali che aveva inventato per evadere dal Labirinto di Creta."

Antonio Canova, "Dedalo e Icaro", 1779, Venezia.

Cera artificiale STEP BY STEP

Il nostro viaggio all'interno del caldo, profumato e luminoso mondo della cera volge al termine, ma prima di salutarci definitivamente...