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sabato 25 novembre 2017

La cera nei fumetti: Topolino 1203 - Paperino e la cera vendicativa.

Topolino è il nome di due diverse testate a fumetti pubblicate in Italia la prima a partire dal 1932 e la seconda, in sostituzione della prima, dal 1949, e così intitolate perché incentrate sul personaggio dei fumetti di Mickey Mouse noto in Italia come Topolino. Il personaggio in Italia esordì nel 1930 sul'Illustrazione del Popolo, supplemento della Gazzetta del popolo ma la prima testata omonima arriverà alla fine del 1932 con il settimanale Topolino edito inizialmente dalla Casa Editrice Nerbini e poi dalla Arnoldo Mondadori Editore. Successivamente questa testata venne chiusa e nel 1949 la Mondadori ne fece esordire un'altra omonima ma di diverso formato che, dopo cambi di editore, è ancora in corso di pubblicazione dopo aver superato i 3000 numeri.

Copertina del primo numero di "Topolino"


Nel numero 1203 c'è un fumetto dal titolo: "Paperino e la cera vendicativa", perfettamente in linea con l'argomento di questo blog.

Frontespizio dell'episodio "Paperino e la cera vendicativa" contenuto in Topolino 1203


Di seguito il link dove poter leggere (1) o acquistare (2) il numero 1203 di Topolino:

(1) https://www.fumetto-online.it/it/walt-disney-production-topolino-libretto-1203-topolino-1203-c11592012030.php?gclid=CjwKCAiAxuTQBRBmEiwAAkFF1gjXra_gqogF8t1UQ9XNAF8uiKUdJmTaJj_LjMB_ECRhPaomLa6vmRoClc8QAvD_BwE
(2) https://www.scribd.com/document/14844818/Topolino-1203-Paperino-e-La-Cera-Vendicativa-By-Totorao

La cera nel cinema: La Maschera di Cera (2005)

La "Maschera di Cera" (House of Wax) è un film horror del 2005, diretto dal regista catalano Jaume Collet-Serra all'esordio in un lungometraggio. È il remake del film La maschera di cera 3D del 1953 che è a sua volta un remake del film La maschera di cera del 1933.

Cartellone pubblicitario del film "La Maschera di Cera"
Di seguito la trama del film e il trailer:

Sei giovani ragazzi, Carly, suo fratello Nick, Wade, Dalton, Blake e Page, partono per andare a vedere una partita di football. La notte si accampano in un bosco e la mattina dopo Wade scopre che la cinghia di trasmissione dell'auto è rotta. Uno strano individuo che trasporta corpi di animali morti su un furgoncino si offre di condurli alla stazione di servizio più vicina, nella cittadina di Ambrose. Mentre il resto del gruppo va alla partita, Wade e Carly accettano il passaggio. Gli altri però si rendono conto che c'è troppo traffico per arrivare in tempo all'incontro e decidono quindi di tornare indietro ad aspettare Wade e Carly.

Ad Ambrose, Wade e Carly non trovando nessuno in giro si recano alla chiesa da dove sentono uscire una musica d'organo e appena aperta la porta vedendo che è in corso un funerale. Si ritraggono subito ma vengono raggiunti da un uomo che prima li rimprovera per aver disturbato la funzione, poi si scusa presentandosi come Bo e proprietario della stazione di servizio presso cui dice loro di aspettarlo e dove li raggiungerà al termine del rito funebre. I due per ingannare l'attesa e spinti dalla curiosità entrano nel museo delle cere e notano che non sono riprodotte delle celebrità ma solo gente comune. Turbati, tornano verso il garage della stazione di servizio di Bo.

I due ragazzi capiscono troppo tardi le cattive intenzioni di Bo: Wade viene ferito all'interno della casa e trascinato nel sottosuolo da Vincent, mentre Carly che attendeva fuori riesce a sventare l'aggressione di Bo e fuggire a piedi nascondendosi in chiesa dove scopre casualmente, dopo aver urtato una delle statue di cera, che questa si rompe mostrando un braccio al suo interno, rivelando così che esse sono ricavate dagli esseri umani. La ragazza viene poi catturata da Bo e portata alla stazione di servizio, dove lui la lega e le incolla le labbra per farla stare zitta. Nel frattempo il fratello di Bo, Vincent, trasforma Wade, sedato ma ancora vivo, in una statua di cera.

Mentre Blake e Page si accampano per amoreggiare, Nick e Dalton arrivano ad Ambrose per cercare i loro amici. Bo tenta di accoltellare Nick, ma il ragazzo evita il colpo e dopo un breve corpo a corpo con l'uomo riesce a scappare e a rifugiarsi nella stazione di servizio, dove libera Carly. Insieme, i due scoprono che tutti gli abitanti di Ambrose sono morti, ma sono stati preservati nella cera in modo da far apparire la città ancora abitata. Contemporaneamente Dalton si accorge che una delle statue nel museo delle cere è proprio Wade, ma viene subito aggredito da Vincent, che lo uccide, così come farà poi con Blake fuori dalla sua tenda e infine Page subirà la stessa sorte dopo una vana fuga all'interno di uno zuccherificio abbandonato dove scoprirà numerose auto e mucchi di effetti personali evidentemente appartenuti ad altri malcapitati.

Intanto Nick e Carly si nascondono in un cinema, dove riescono a ferire Bo: i due si dirigono quindi subito verso casa sua, sperando di ritrovare Wade e Dalton. Poco dopo però Bo rientra ferito in casa, ed arriva anche suo fratello. I due si accorgono dei ragazzi, che fuggono nel museo delle cere, dove Carly riesce finalmente a uccidere Bo mentre Nick scatena un incendio che comincia a sciogliere l'intero palazzo, fatto completamente di cera. Vincent rimane imprigionato dalle fiamme, mentre Carly e Nick riescono a fuggire. La polizia nota l'incendio e i due vengono soccorsi ma, mentre vengono portati via in ambulanza, passano accanto allo strano tipo che li aveva accompagnati ad Ambrose, che li saluta. Nello stesso momento lo sceriffo riceve una chiamata: un suo collega ha scoperto che in realtà i Sinclair non avevano due figli, bensì tre.




La cera nella musica: Saluti da Saturno - Canzone di cera

Saluti da Saturno è un progetto musicale del 2010 creato e portato avanti da Marco Mariani. Si tratta di una Flexible Orchestra da Pianobar Futuristico Elettromeccanico. La canzone "Canzone di Cera" fa parte dell'album "Dancing Polonia" uscito nel 2013.

Cover dell'album "Dancing Polonia", 2013

Di seguito il testo e il video dell'audio della canzone:


Le mani ai fianchi legate
costringon l'amore ad uscire la sera
fan pianger al mattino nella notte fan pregare
per chi non ricorda la preghiera
reclaman lo sguardo appassionato
dalla stretta di mano che pare piu' sincera
solo tu mi fai piangere lo sai
ma dal bene che rimane qui indietro io nulla ti ridarei
la canzone di cera è una sigaretta spenta ormai
che dorme sopra la citta'
un corredo di fiori le cornici dorarte
e' il regalo che prima non c'era
una macchia d'inchiostro sul vestito sgualcito
e' il ricamo di questa storia vera
la cucina riscalda la pelle
la candela si scioglie sul tavolo la cera
solo tu mi fai piangere lo sai
ma dal bene che rimane qui indietro io nulla ti ridarei
la canzone di cera è una sigaretta spenta ormai
che dorme sopra la citta'
le dita ingiallite dai tramonti passati e dal canto
di una canzone di cera



La cera nella letteratura: Il mito di Dedalo e Icaro

Ecco il noto mito di Dedalo e Icaro, padre protettivo e figlio arrogante che trovano nella cera qualcosa in più rispetto alla sua solita funzione:

"Dedalo, era nato ad Atene ed era pronipote di Eretteo, re della città. Si dedicò alla scultura e all'architettura, era abilissimo in ciò che faceva; si narra che le sue statue sembravano vive a tal punto da raccontare che esse aprivano gli occhi e si muovevano. A Dedalo sono attribuite le invenzioni dell'ascia, la sega, il trapano, il passo della vite, l'archipenzolo. E' stato maestro di suo nipote Talo, figlio di una sua sorella, che uccise per gelosia quando Talo superò il maestro nella sua arte. L'Areopago, il tribunale, lo condannò all'esilio perpetuo; Dedalo si rufugiò a Creta dove fu accolto benevolmente dal re Minosse che gli commissionò il Labirinto per rinchiudere il Minotauro. A Dedalo, si rivolse Arianna, la figlia di Minosse, per sapere come aiutare Teseo a uccidere il Minotauro e uscire dal Labirinto, e come sappiamo il consiglio del filo riuscì a far trinofare Teseo nell'impresa. Quando Minosse venne a sapere che ad aiutare sua figlia e Teseo fu Dedalo, e non potendo prendersela con la figlia fuggita insieme all'eroe, pensò di punire Dedalo, rinchiudendolo insieme al figlio, Icaro, nel Labirinto, che egli stesso aveva progettato. L'unico modo per uscire dal Labirinto era evadere volando; ingegnoso come era, Dedalo costruì due paia di ali, uno per sè e l'altro per il figlio. Si raccomandò con Icaro di restargli sempre dietro durante il volo, di non strafare e soprattutto di stare attento a non avvicinarsi troppo ai raggi del sole perchè, le ali, attaccate alle spalle con della cera, potevano staccarsi in quanto il calore avrebbe sciolto la cera. Come non detto, Icaro durante il volo, provando piacere si allontanò dal padre e raggiunse i raggi del sole che sciolsero la cera e lo fecero precipitare nel mare, dove morì. Dedalo triste e desolato, atterrò in Campania a Cuma, dove costruì un tempio al dio Apollo, consegnando le ali che aveva inventato per evadere dal Labirinto di Creta."

Antonio Canova, "Dedalo e Icaro", 1779, Venezia.

Di bocca in bocca: le narrazioni.

L'utilizzo della cera ha origini risalenti a prima della nascita di Cristo. Furono i Romani che intorno al 500 a.C. cominciarono a lavorare la cera (sego e cera d'api per la precisione) ottenendo così per la prima volta nella storia umana la cera artificiale.

 Artificiale non perchè fosse ottenuta artificialmente, con il solito meccanismo che sfocia nella solita definizione di "finto", d'altronde cosa c'è di più naturale della cera d'api? No, artificiale perchè è stato proprio allora che l'uomo(come già aveva fatto in passato artificializzando altri elementi naturali nei processi di ottenimento di un artefatto o derivato) che ha artificializzato la cera naturale per poter ottenere un artefatto artificiale: è qui che si sente parlare per la prima volta di "candela".


Lucernari romani antenati delle candele (di cui non sono stati rinvenuti reperti)

Nel corso della storia, l'uomo si è adoperato nell'utilizzo della cera in vari campi, anche se quello delle candele, che poi è il più antico e longevo di tutti, è stato sempre il punto chiave, di svolta, dell'utilizzo della cera. 

Candele di cera d'api risalenti al VI/VII secolo d.C.

Uno dei primi usi della cera artificiale vera e propria (ottenute da resine e gomme) risale all'antichità e risiede in quella categoria che oggi definiremmo tecniche artistiche. Questa tecnica viene chiamata "Encausto". Plinio ne descrive vari metodi caratterizzati dall'unione, tramite fusione, del colore con cere, oli, gomme e altri elastomeri. Questa tecnica era molto adoperata per la pittura su muro, affreschi su intonachi appositamente preparati, su terracotte, legno e ceramiche
e,in uso a Bisanzio fino al decimo secolo, poi fu abbandonata. Nei secoli a seguire furono portati avanti vari tentativi di ripresa della tecnica decorativa.


Affresco bizantino ottenuto con la tecnica dell'encausto
Per ulteriori approfondimenti sull'argomento si rimanda al seguente sito dell'enciclopedia treccani e ai vari interlink riguardanti la cera: www.treccani.it/enciclopedia/encausto/


Cera artificiale STEP BY STEP

Il nostro viaggio all'interno del caldo, profumato e luminoso mondo della cera volge al termine, ma prima di salutarci definitivamente...