L'utilizzo della
cera ha origini risalenti a prima della nascita di Cristo. Furono i
Romani che intorno al 500 a.C. cominciarono a lavorare la
cera (
sego e cera d'api per la precisione) ottenendo così per la prima volta nella storia umana la
cera artificiale.
Artificiale non perchè fosse ottenuta
artificialmente, con il solito meccanismo che sfocia nella solita definizione di
"finto", d'altronde cosa c'è di più naturale della cera d'api? No,
artificiale perchè è stato proprio allora che l'uomo(come già aveva fatto in passato
artificializzando altri elementi naturali nei processi di ottenimento di un artefatto o derivato) che ha
artificializzato la cera naturale per poter ottenere un artefatto
artificiale: è qui che si sente parlare per la prima volta di
"candela".
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| Lucernari romani antenati delle candele (di cui non sono stati rinvenuti reperti) |
Nel corso della storia, l'uomo si è adoperato nell'utilizzo della cera in vari campi, anche se quello delle candele, che poi è il più antico e longevo di tutti, è stato sempre il punto chiave, di svolta, dell'utilizzo della cera.
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Candele di cera d'api risalenti al VI/VII secolo d.C.
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Uno dei primi usi della cera artificiale vera e propria (ottenute da resine e gomme) risale all'antichità e risiede in quella categoria che oggi definiremmo
tecniche artistiche. Questa tecnica viene chiamata
"Encausto".
Plinio ne descrive vari metodi caratterizzati dall'unione, tramite fusione, del colore con cere, oli, gomme e altri elastomeri. Questa
tecnica era molto adoperata per la pittura su muro, affreschi su intonachi appositamente preparati, su terracotte, legno e ceramiche
e,in uso a Bisanzio fino al decimo secolo, poi fu abbandonata. Nei secoli a seguire furono portati avanti vari tentativi di ripresa della tecnica decorativa.
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| Affresco bizantino ottenuto con la tecnica dell'encausto |